Come è andata?

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Ho iniziato a scrivere in un momento davvero brutto della mia vita, era appena andata a rotoli l’ennesima storia d’amore, la terza, avevo creduto potesse essere quella giusta, e invece… e le rincorse, e il mutuo, e i progetti, e poi sbam, da un momento all’altro, tutti giù per terra, a raccogliere i pezzi, a cercarli negli angoli pieni di polvere, a rimetterli in ordine. Da solo. A scoprire che in fondo non si muore, che forse non si muore. Era luglio. Pochi giorni dopo un crollo economico, debiti da saldare, una botta fra capo e collo. Era luglio, era il 2012. Faceva caldo ma faceva freddo, dentro. Lascio la casa che non posso più permettermi, torno a casa di mia mamma, a testa bassa, a 34 anni, senza prospettive e con tanta cenere, ad accogliermi il suo amore e un divano letto davvero scomodo. Mi sentivo chiuso, confuso, perso, e la mia vita non era per niente sintonizzata con il mio cuore. O forse non lo era mai stata. Tutto quello che fino a quel momento aveva rappresentato un obiettivo, ora era senza senso. Le macchine, i soldi, il lusso… tutto senza senso. Dissonanze emotive. Vuoti e buchi neri. Non potevo urlare, e allora scrivevo. Non potevo piangere, e allora scrivevo. Quindi che faccio? Apro un blog, con un nick anonimo e senza foto, non piango, non urlo, io scrivo. Scrivo tanto, scrivo di pancia, scrivo col cuore. Scrivo di me, scrivo del buio e del vuoto. Dopo poco mi ritrovo sommerso di commenti, di carezze. Di bellezza. Era il 2013. Dopo un anno arrivo sui social, tolgo la maschera, metto il nome e la faccia, non piango, non urlo, io scrivo. Vi faccio leggere pezzetti del romanzo che sto buttando giù, pezzetti della mia vita, i vuoti, il buio, i frammenti, i colori… e voi, una dopo l’altra, vi avvicinate, con dolcezza, tutte intorno, vi ritrovate in quei pezzetti, vi rispecchiate in quei vuoti, in quel buio, in quei colori…

Quindi io continuo, vi faccio leggere altri pezzetti di quel vuoto, schegge di quel buio, sfumature di quei colori, e voi mi dite che si può fare, che vi piace, che il mio sogno è il vostro sogno. Ecco, io c’ho messo l’amore, voi lo avete preso, l’amore, e me lo avete restituito con una forza quattro volte maggiore, come quelle onde che nascono, crescono, viaggiano, sbattono, e poi tornano più potenti di prima. Io c’ho messo tutta la mia vita. Le perdite, la debolezza. Gli errori e la verità. La rabbia e la dolcezza. La tenacia e la voglia di farcela. Voi mi avete restituito tutto questo, ancora una volta con un’energia maggiore. Con una bellezza superiore, sorprendente. Nel tempo ho imparato ad accettare il buio che a volte mi avvolge, tutte le volte che succede mi rannicchio in un angolino, in silenzio, e aspetto con fiducia. C’è la paura, ma anche il coraggio. C’è la solitudine, ma anche la libertà. C’è la disperazione, ma anche la gioia. So che senza buio non c’è luce, e senza stonature non c’è musica. Ci avevano detto che non era proprio il caso, di lasciare perdere, che non era possibile, che non ce l’avremmo fatta… e noi abbiamo conquistato terreno, fango e polvere, centimetro dopo centimetro, siamo arrivati nelle loro case, abbiamo preso i loro dizionari, abbiamo cancellato la parola “impossibile”, perché se il 27 aprile 2017 è uscito “E allora baciami”, edito da Rizzoli, il mio nuovo romanzo, e se il mio editor è stato Stefano Izzo, editor del romanzo vincitore del premio Strega 2017, ecco, no, non era impossibile! Era il nostro sogno. Era la nostra pelle. Era la nostra storia. Era tutta la nostra vita. E noi ce l’abbiamo fatta! Perché siamo solo per pochi!

E allora baciami
Dal 27 aprile 2017 in tutte le librerie e negozi online

Roberto Emanuelli
#eallorabaciami
#siamosoloperpochi
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